Da Marina di Ginosa a Reggio Calabria

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Il completamento di altre due regioni italiane

E’ il 2012, l’anno della Basilicata e della Calabria Ionica. Prima della partenza, durante l’analisi della costa, ci siamo subito resi conto, che la costa era molto regolare, molta spiaggia, moltissima. Insomma l’ideale per piazzare la tenda per il bivacco: un pensiero in meno. La costa interessata è lunga circa 500 Km: il trekking più lungo fin ad ora programmato. Sarebbero stati circa 11 giorni di navigazione (mantenendo una media di circa 24 miglia nautiche al giorno), mare permettendo. Come anche l’anno scorso, alcuni amici ci hanno accompagnano in macchina, questa volta, fino a Marina di Ginosa che si trova in Puglia quasi al confine con la Basilicata.

Partenza da casa (Sicilia). Destinazione Marina di Ginosa (TA)

Partenza da casa (Sicilia). Destinazione Marina di Ginosa (TA)

Sul traghetto Messina-Villa San Giovanni, direzione Marina di Ginosa (TA)

Sul traghetto Messina-Villa San Giovanni, direzione Marina di Ginosa (TA)


1° giorno - Marina di Ginosa - Nova Siri

Primo Giorno

Marina di Ginosa - Nova Siri (40,24 Km - 21,73 nm)

Arriviamo in macchina a Marina di Ginosa la sera del 28 luglio. Pernottiamo in un Hotel non molto distante dal mare, ma la mattina successiva ci rendiamo conto che con i kayak carichi sarebbe stata una faticaccia arrivare fino alla battigia. Così il proprietario dell’Hotel ci fa la cortesia di darci uno strappo. Ringraziamo e ci mettiamo in acqua verso le 8.00.

Prime pagaiate. Silvio in navigazione

Prime pagaiate. Silvio in navigazione

Una lunghissima striscia di verde ci ha fatto compagnia per tutta la giornata. Già durante le prime ore di navigazione incontriamo diverse costruzioni in legno e/o foglie di palma che rivedremo spesso durante il viaggio. Alcune sono adornate con molta fantasia!

Si commenta da sola!

Si commenta da sola!

Gazebo Italian style!

Gazebo Italian style!

Questo gazebo vince sicuramente il premio come il più sobrio della giornata!

Questo gazebo vince sicuramente il premio come il più sobrio della giornata!

Un altro aspetto ricorrente del viaggio, oltre ai gazebo delle foto precedenti, è stato l’attraversamento di tantissime foci di fiumi.

La costa ha una costante striscia di verde

La costa ha una costante striscia di verde

Foce del Bradano

Foce del Bradano

Metaponto. No grazie... continuiamo a pagaiare!

Metaponto. No grazie... continuiamo a pagaiare!

Scena comune: alberi più esposti alla salsedine, secchi e informi. Dietro la vegetazione viva.

Scena comune: alberi più esposti alla salsedine, secchi e informi. Dietro la vegetazione viva.

Sosta per il pranzo

Sosta per il pranzo

Nel pomeriggio segue la calma della mattina, pagaiamo tranquilli e decidiamo di fermarci a Nova Siri. Come primo giorno può bastare così.

Nei pressi di Policoro

Nei pressi di Policoro

Bivacco a Nova Siri

Bivacco a Nova Siri

2° giorno - Nova Siri - Sibari

Secondo Giorno

Nova Siri - Sibari (41,31 Km - 22,30 NM)

Dal punto di vista meteorologico, giornata molto simile alla prima. Solo un accenno di brezza nel pomeriggio. Non riusciamo proprio a metterci in acqua prima delle 8.00: il dolce dormire!

Prime pagaiate del secondo giorno

Prime pagaiate del secondo giorno

Castrum Petrae Roseti, o più comunemente “Castello di Roseto”, è un castello svevo costruito nel 1260. La sua imponenza dal mare lascia a bocca aperta!

Castello di Roseto

Castello di Roseto

Silvio in navigazione di fronte il Castello di Roseto

Silvio in navigazione di fronte il Castello di Roseto

Pagaiamo fino alla Torre di Amendolara dove ci fermiamo per la pausa pranzo con annessa pausa bagno!

Verso la Torre Spaccata di Amendolara: spiaggia non comodissima per fare una sosta

Verso la Torre Spaccata di Amendolara: spiaggia non comodissima per fare una sosta

La “Torre spaccata” di Amendolara è una torre del 1500 costruita per l’avvistamento dei pirati.

Torre Spaccata (Amendolara)

Torre Spaccata (Amendolara)

Sosta per il pranzo alla Torre Spaccata di Amendolara

Sosta per il pranzo alla Torre Spaccata di Amendolara

L'originalità di questi viaggi è ritrovarti a pranzare in posti simili...

L'originalità di questi viaggi è ritrovarti a pranzare in posti simili...

Con questo mare e questa calma la sosta bagno è un momento che si gusta al 110%. Ce ne concediamo diverse durante la giornata.

Pausa Bagno a Trebisacce

Pausa Bagno a Trebisacce

Sgottare time

Sgottare time

Navighiamo a largo di Villapiana Lido, prima di imbatterci nella lunga pineta di Sibari, considerata la più bella colonia greca.

Villapiana Lido

Villapiana Lido

Piazziamo le tende per il bivacco notturno nel cuore della pineta di Sibari.

Bivacco a Sibari

Bivacco a Sibari

3° giorno - Sibari - San Giacomo Marinella

Terzo Giorno

Sibari - San Giacomo Marinella (44 Km - 23,82 NM)

La prima sosta della giornata la facciamo nei pressi della foce del fiume Crati. Posto che si presta a qualche scatto fotografico.

Foce del Crati

Foce del Crati

Foce del Crati

Foce del Crati

Foce del Crati

Foce del Crati

Ci rimettiamo sul kayak. La vegetazione rigogliosa è una costante e rende il paesaggio armonioso.

Thurio

Thurio

Thurio - Particolare della vegetazione

Thurio - Particolare della vegetazione

Una centrale Enel inquina la vista, abituata, fino a quel momento, ad ammirare esclusivamente madre natura. E’ incredibile come, pur avendo a disposizione diverse decine di chilometri di spiaggia ininterrotta, ci siano dei lidi, oltretutto affollati, adiacenti a strutture industriali.

Rossano (Centrale Enel)

Rossano (Centrale Enel)

Un lido nel territorio di Rossano

Un lido nel territorio di Rossano

A pranzo ci fermiamo in un lido, come sempre spinti dall’intuito, dove pranziamo o meglio ci abbuffiamo! I proprietari simpatici e cordialissimi. Ci hanno posto diverse domande, perchè incuriositi dalla nostra avventura. Nella foto soltanto l’antipasto… Dopo pranzo approfittiamo delle sdraio e dell’ombrellone dello stabilimento balneare per farci una pennichella: una manna dal cielo visto il caldo, la mangiata e un goccio di vinello.

Pranzo a Lido Sant'Angelo (Rossano)

Pranzo a Lido Sant'Angelo (Rossano)

Ci fermiamo per il bivacco a San Giacomo Marinella. Per questa sera, cena a sacco più leggera con le nostre conserve sicule.

Bivacco a San Giacomo Marinella

Bivacco a San Giacomo Marinella

Cena a sacco a San Giacomo Marinella

Cena a sacco a San Giacomo Marinella

4° giorno - San Giacomo Marinella - Marina di Strongoli

Quarto Giorno

San Giacomo Marinella - Marina di Strongoli (53 Km - 28,71 NM)

Dopo i primi 3 giorni di quasi totale assenza di vento, il 4 giorno si è rivelato un po’ movimentato: una giornata ricca di emozioni. La mattina tanto per cominciare ci svegliamo con due cagnoloni (nella foto seguente) che girano curiosi vicino le nostre tende. Mai lasciare conserve e cibo in generale a portata di cane! Non si fa che attirarli.

Non un sereno risveglio!

Non un sereno risveglio!

Il vento inizia a rinforzare già verso metà mattinata.

Cariati

Cariati

La costa in quel tratto di mare non offre ripari dal vento e dalle onde. Facciamo un atterraggio un po’ improvvisato dietro un grosso tronco che ci protegge almeno un po’ dai frangenti che si scaricano con molta energia sulla spiaggia.

Danilo, appena atterrato vicino Torretta per la pausa pranzo

Danilo, appena atterrato vicino Torretta per la pausa pranzo

Silvio che con il binocolo cerca di capire cosa ci attende

Silvio che con il binocolo cerca di capire cosa ci attende

La sensazione è quella di essere immersi in un posto in cui l’uomo non abbia mai messo piede. Mangiamo un panino con il sottofondo del frangere impetuoso delle onde e l’odore tipico delle pineta. Momenti di sana pace prima di rimetterci a danzare con le onde, con il vento in poppa, per fortuna!

Pausa pranzo vicino Torretta

Pausa pranzo vicino Torretta

Silvio che con il binocolo cerca di capire cosa ci attende

Silvio pensatore

Pronti per la ripartenza

Pronti per la ripartenza

Dopo circa 2 ore di traversata arriviamo a doppiare Punta Alice, la costa in quel punto vira bruscamente da sud-est a sud-ovest. Poco prima della punta il mare era molto formato, al di qua invece la calma più assoluta. Così come è cambiato l’orientamento della terra è cambiato repentinamente il colore del mare: da un blu intenso all’azzurro. Il posto è reso magnifico oltre dalla sua insita bellezza anche dalle fatiche e dal sollievo che abbiamo provato una volta giunti lì.

Punta Alice

Punta Alice

Danilo su Marte... ops no scusate a Punta Alice!

Danilo su Marte... ops no scusate a Punta Alice!

Ancora Punta Alice: Terra, Mare, Cielo

Ancora Punta Alice: Terra, Mare, Cielo

Ci teniamo a non lasciare tracce. Il kayak è il mezzo più ecologico per navigare e non vedo perchè dovremmo sporcare noi!

Raccolta differenziata

Marina di Strongoli

Decidiamo di fermarci a Marina di Strongoli, ormai il sole sta tramontando. Piazziamo le tende sfruttando ancora quel poco di luce che rimane, mentre davanti a noi passa una JEEP stile “America” con dei ragazzi che annunciano gli eventi della serata! Mentre montiamo le tende un gruppetto ci guarda con fare curioso, come per dire: “Ma questi da dove vengono fuori? Ma soprattutto, da dove arrivano?”

Marina di Strongoli

Bivacco a Marina di Strongoli

Bivacco a Marina di Strongoli

Bivacco a Marina di Strongoli

5° giorno - Marina di Strongoli - Capo Bianco

Quinto Giorno

Marina di Strongoli - Capo Bianco (49,8 Km - 26,89 NM)

Partenza sempre verso le 8.00. Non riusciamo proprio ad anticipare la partenza quest’anno! Partendo ci lasciamo alle spalle la fin troppo urbanizzata Marina di Strongoli ed orientiamo la prua a sud.

Appena partiti da Marina di Strongoli

Appena partiti da Marina di Strongoli

Alberi

Alberi "divorati" dalla salsedine e dal mare

La prima pausa bagno della mattinata la facciamo in una spiaggia deserta. La pace regna sovrana.

Primo bagno della giornata

Primo bagno della giornata

Dopo qualche chilometro si presenta davanti a nostri occhi una scena poco usuale. Decine di cavalli e vacche si trovano vicinissimi al mare. Andiamo verso la riva e scattiamo un po’ di foto.

Pascolo in spiaggia!

Pascolo in spiaggia!

Cavalli innamorati

Cavalli innamorati

A seguire c’è una lunga distesa di verde fino a Crotone, dove non ci fermiamo, puntando invece dritti a Capo Colonna.

Pineta verso Crotone

Pineta verso Crotone

Dopo questo paradiso, incontriamo a largo di Crotone una serie di piattaforme per l’estrazione di gas, ricordandoci che, se l’uomo vuole imbruttire il paesaggio, sa farlo bene!

Piattaforma Hera Lacinia Beaf a largo di Crotone

Piattaforma Hera Lacinia Beaf a largo di Crotone

Puntiamo la prua a Capo Colonna dove si trova, appunto, l’ultima colonna del Tempio di Hera Lacinia considerato uno dei santuari più importanti della Magnia Graecia. Da Capo Colonna inizia l’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto” che terminerà a Capo Cimiti. Entrambi i Capi, insieme a Capo Bianco, sono classificati come zona A (la massima protezione per un’area marina).

Capo Colonna

Capo Colonna

Capo Colonna

Capo Colonna

Piattaforma Hera Lacinia Beaf a largo di Crotone

Area Marina di capo Rizzuto

Nel pomeriggio il vento contrario rende la pagaiata più difficoltosa. Ma quando a fine giornata atterriamo in una caletta a Capo Bianco tutto svanisce. Lì, però, non possiamo bivaccare perchè è una spiaggia privata. Una signora ci fa la cortesia di lasciare i kayak in spiaggia e ci consiglia un hotel non troppo distante dalla piccola baia. Poi in realtà scopriamo essere una sala ricevimenti! Questa notte si dorme in un letto vero e tutti i confort. Ogni tanto non guasta!

Kayak a secco a Capo Bianco poco prima di Capo Rizzuto. Fine del quinto giorno.

Kayak a secco a Capo Bianco poco prima di Capo Rizzuto. Fine del quinto giorno.

6° giorno - Capo Bianco - Simeri Mare

Sesto Giorno

Capo Bianco - Simeri Mare (41,7 Km - 22,52 NM)

Ci mettiamo in acqua sempre verso le 8.00, direzione Capo Rizzuto. Non ci fermiamo perchè siamo partiti da poco e l’approdo non è semplice. Superato il capo viriamo la prua a ovest verso Le Castella.

Capo Rizzuto

Capo Rizzuto

Prima di arrivare a Le Castella, fortezza aragonese del XV secolo, ci domandiamo quale fosse l’origine del nome. Il plurale è dovuto al fatto che i Castelli di Annibale in realtà erano 7 (poi scomparsi dopo che 2 dei 3 isolotti finirono in mare) e il luogo porta ancora il loro nome.

Le Castella

Le Castella

Appena all’inizio del lungo Golfo di Squillace, ci fermiamo per la sosta bagno. Il posto, non essendo raggiungibile via terra, è incontaminato.

Sosta all'inizio del Golfo di Squillace

Sosta all'inizio del Golfo di Squillace

Il Golfo di Squillace, che inizia subito dopo Le Castella, è composto per circa la metà da una interminabile spiaggia sabbiosa lunga circa 35 Km. La giornata dunque risulta essere un po’ monotona, non vediamo nessun capo all’orizzonte, solo sabbia a perdita d’occhio. Il fondale però è sempre bello e un leggero vento a favore rendo la navigazione molto piacevole. Incontriamo parecchi stabilimenti balneari ma anche se siamo ad agosto la concentrazione delle persone è bassa, perchè davvero di spiaggia ce n’è un’infinita! Facciamo diverse soste per il bagno, sabbia sempre molto chiara e fina. L’entroterra, a qualche centinaio di metri dalla spiaggia, è sempre caratterizzato da una striscia di verde. Nelle ampie spiagge, immancabili i gazebo costruiti con foglie di palma. Incontriamo ancora altre foci di fiumi, ormai dalla partenza del viaggio abbiamo perso il conto di quanti ne abbiamo attraversati.

Golfo di Squillace

Golfo di Squillace

Gazebo di foglie di Palma nel Golfo di Squillace

Gazebo di foglie di Palma nel Golfo di Squillace

Foce dell'ennessimo fiume

Foce dell'ennessimo fiume

Pagaiando vicino la riva molte persone ci guardano incuriositi, diversi ci salutano. Questo ci fa capire che da queste parti di kayak se ne vedono ben pochi.

Silvio in navigazione nel golfo di Squillace

Silvio in navigazione nel golfo di Squillace

Generalmente quando il sole sta per tramontare arriva il momento di capire dove piazzare la tenda e ci poniamo mille domande. In questo caso non avevamo che spiaggia sterminata e nessun insediamento urbano. Ci fermiamo a Simeri Mare per il bivacco. La luna piena illumina il mare e le nostre tende. Non abbiamo neanche bisogno del lume a gas! Ci addentriamo un po’ nell’entroterra a mangiare una pizza, diciamo soltanto che è molto meglio la costa rispetto l’entroterra, e non aggiungiamo altro!

Campo a Simeri Mare

Campo a Simeri Mare

Bivacco a Simeri Mare

Bivacco a Simeri Mare

7° giorno - Simeri Mare - Santa Caterina dello Ionio

Settimo Giorno

Simeri Mare - Santa Caterina dello Ionio (44,6 Km - 24,11 NM)

Appena svegliati incuriositi ci addentriamo nel boschetto adiacente alla spiaggia. Scattiamo un po’ di foto e partiamo sempre verso le 08.00. Dove saranno finite mai le alzatacce delle 06.00 che facevamo durante il periplo della Sicilia?

Sgranchiamo un po' le gambe prima di ripartire

Sgranchiamo un po' le gambe prima di ripartire

La prima sosta la facciamo in una spiaggia molto ampia e deserta, mare calmo, ma già fa caldo. Niente di meglio per un gran bagno!

Prima sosta della giornata!

Prima sosta della giornata!

Dopo aver passato Catanzaro, non vediamo l’ora di arrivare a Pietragrande, posto rinomato della Calabria Ionica. Effettivamente non tradisce le attese. Dopo chilometri su chilometri di spiaggia, finalmente un po’ di scogliera!

Pietragrande

Pietragrande

Per assicurare le mamme, il bambino in cima allo scoglio nella foto successiva non si è buttato! Siamo stati 5 minuti fermi, invano, ad aspettarlo!

Pietragrande

Pietragrande

Facciamo la scorta di energie a Montepaone Lido. Grande antipasto e primo di pesce, ovviamente accompagnato da un buon vino bianco. Cerchiamo di centellinare il vino almeno a pranzo visto che basta quasi un bicchere per metterti quasi KO.

Pranzo a Montepaone Lido

Pranzo a Montepaone Lido

Danilo ed una abbronzatura non proprio uniforme!

Danilo ed una abbronzatura non proprio uniforme!

Di Gazebo ne abbiamo visti di tutti i colori però la prossima supera ogni immaginazione! Addirittura versione trasportabile!

Gazebo mobile!

Gazebo mobile!

Ci fermiamo a farci un bagno in una spiaggia semideserta. Si alza un po’ di vento laterale che ci costringe ad una pagaiata più impegnativa. Non ci fermiamo più fino a Santa Caterina dello Ionio dove bivacchiamo.

L'Island of Sardinia in una spiaggia di sabbia bianca deserta

L'Island of Sardinia in una spiaggia di sabbia bianca deserta

Bivacco a Santa Caterina dello Ionio

Bivacco a Santa Caterina dello Ionio

Piazzate le tende, stanchi della giornata ci vogliamo regalare una cena. Ci addentriamo nel paesello di Santa Caterina dello Ionio. Non una bella impressione, come ogni volta che in questo viaggio ci addentriamo nell’entroterra (saremo noi sfortunati?). Si ha la sensazione che non si tiene molto all’aspetto estetico, case spesso senza prospetto, lasciate con forati a vista e sporcizia ai bordi delle strade. Cerchiamo di andare verso il centro, chiediamo ad un passante consigli su qualche ristorante. Ce ne viene consigliato uno, forse l’unico. Ok affare fatto. Entriamo dentro il locale: sembra una cattedrale nel deserto, già dall’ingresso capiamo di aver fatto la scelta giusta.

Un gran vino!

Un gran vino!

Un po' di ricarica di carboidrati

Un po' di ricarica di carboidrati

Il tartufo di Pizzo: paradisiaco!

Il tartufo di Pizzo: paradisiaco!

8° giorno - Santa Caterina dello Ionio - Siderno

Ottavo Giorno

Santa Caterina dello Ionio - Siderno (42,6 Km - 23,00 NM)

Finalmente riusciamo a svegliarci all’alba. Il tempo di smontare il campo e sistemare i kayak e poco prima delle 07.00 siamo in acqua. Indubbiamente l’alba è uno dei migliori momenti per pagaiare. Temperatura ottima e quasi sempre, mare liscio come l’olio.

Dalla tenda, appena svegli. L'alba è un momento magico, al pari del tramonto.

Dalla tenda, appena svegli. L'alba è un momento magico, al pari del tramonto.

Silvio, prime pagaiate della mattinata

Silvio, prime pagaiate della mattinata

Pescatori alle prime ore del giorno

Pescatori alle prime ore del giorno

Dopo circa 2 ore di pagaiare, sono già le 09.00, facciamo colazione a Monasterace Marina. C’è già gente in spiaggia con tanto di ombrellone.

Monasterace Marina

Monasterace Marina

Fino a quel momento non abbiamo visto, per fortuna, il fenomeno dell’abusivismo edilizio a pochi metri dalla battigia. Andando più a sud abbiamo notato invece un aumento di costruzioni in prossimità del mare.

Obbrobri umani vicino Monasterace Marina

Obbrobri umani vicino Monasterace Marina

Silvio in navigazione verso Riace Marina

Silvio in navigazione verso Riace Marina

Pagaiamo non con una bava di vento. Il caldo quasi insopportabile ci “obbliga” a farci un bagno. Ci godiamo la sosta perchè pagaiare in questi condizioni è dura.

Pausa Bagno

Pausa Bagno

In un tratto di costa più selvaggio e non antropizzato assistiamo ad una bella scena: un anziano, presumibilmente con il nipote, intenti a trasportare le foglie di palma per la costruzione dei diffusissimi gazebo (incontrati lungo tutto il viaggio).

Costruzione gazebo

Costruzione gazebo

Ristorati dal bagno, pagaiamo dritti verso Riace Marina, dove pranziamo con degli ottimi spaghetti alla scoglio, ma con la temperatura che non accenna a diminuire. Dopo pranzo ci concediamo una mezzora di riposo all’ombra che non sortisce il suo effetto. L’aria è infuocata, così come i ciotoli e riposare è pressocchè impossibile.

Pausa Pranzo

Danilo dopo il pranzo cerca, invano, di riposare. Nulla da fare, troppo caldo!

Ripartiamo facendo una lunga pagaiata di diverse ore, il fondale sempre molto limpido. Cerchiamo di andare più avanti possibile sfruttando le ultime ore della giornata che diventano più fresche. Arriviamo fino a Siderno dove bivacchiamo.

Silvio in un momento di pausa

Silvio in un momento di pausa

Bivacco a Siderno

Bivacco a Siderno

9° giorno - Siderno - Palizzi Marina

Nono Giorno

Siderno - Palizzi Marina (50,8 Km - 27,43)

E’ il giorno di Capo Spartivento dove la costa “vira” bruscamente da sud-ovest ad ovest, l’attesa è tanta. Dopo le prime pagaiate incontriamo subito altre costruzioni di foglie di palma, ormai un’immancabile appuntamento della giornata.

Costruzioni di foglie di Palma (vicino Locri)

Costruzioni di foglie di Palma (vicino Locri)

Spiaggia vicino Locri

Spiaggia vicino Locri

La consueta pausa bagno non si fa attendere troppo. Verso le 11 decidiamo di fermarci. Diverse persone si avvicinano incuriosite ponendoci le consuete domande. “Da dove siete partiti?”, “Dove dormite la notte?”, “Come fate con il cibo?”, “Quanti chilometri fate al giorno?”. Rispondiamo e come sempre, assistiamo a facce sbigottite.

Pausa bagno a Bovalino

Pausa bagno a Bovalino

Prima del pranzo incontriamo un’altra costruzione di foglie di palma. Praticamente un loft in riva al mare.

Ennesima costruzione

Ennesima costruzione

Per pranzo ci fermiamo in un lido dopo poter mangiare. Ci viene proposto il piatto del giorno. Lasagne al forno con il ragù! Ci guardiamo titubanti, un cenno d’intesa, ma sì! Ci concediamo questo strappo alla regola. E per farla completa: “Due birre, grazie!”. Non proprio un pranzo da kayaker, ma questa è soprattutto un viaggio di piacere! Giusto?

Lasagne a forno e birra!

Lasagne a forno e birra!

Ripartiamo puntando le nostre prue verso Capo Zeffirio (Africo). Posto molto bello, peccato soltanto per la strada che inquina la vista. Sosta bagno obbligatoria!

Capo Zeffirio (Africo)

Capo Zeffirio (Africo)

Capo Zeffirio (Africo)

Capo Zeffirio (Africo)

Rinfrancati dal fresco bagno ripartiamo. Silvio, generalmente, prima che cali la sera aguzza la vista in cerca di qualche doccia di acqua dolce lungo la spiaggia. E quasi sempre ne riesce a scovare qualcuna. Anche se siamo abituati ad andare a dormire con il sale addosso, se si presenta l’occasione ovviamente ne approfittiamo!

Capo Zeffirio (Africo)

Silvio, doccia di acqua dolce!

Capo Zeffirio (Africo)

Danilo: doccia di acqua dolce!

Nel mare antistante Brancaleone Marina, incontriamo una serie di scarichi a mare. Avvertiamo un odore pungente, sembra di pagaiare su un mare di detersivo. L’acqua torbida non sembra ospitare vita. Cerchiamo di sfuggire il prima possibile a questo tratto di costa. Il mare è calmo e ci avviciniamo a Capo Spartivento. In questo tratto di mare si possono affrontare situazioni di mare difficili ma la giornata è più che tranquilla. L’unico dubbio che abbiamo è dove fermarci. C’è un po’ di scogliera ed è quasi buio. Puntiamo dritti a Palizzi Marina, aumentando il ritmo di pagaiata per evitare che faccia buio prima di atterrare.

Verso Palizzi Marina al tramonto

Verso Palizzi Marina al tramonto

10° giorno - Palizzi Marina - Reggio Calabria

Decimo Giorno

Palizzi Marina - Reggio Calabria (45,78 Km - 24,72 NM)

La giornata più calda in assoluto e una delle più difficili di tutto il viaggio. La mattinata e il primo pomeriggio sono stati caratterizzati da una totale assenza di vento e caldo africano (temperatura superiore ai 40 gradi).

Prime pagaiate della mattinata vicino Palizzi Marina

Prime pagaiate della mattinata vicino Palizzi Marina

Dopo circa 2 ore dalla partenza ci fermiamo per fare colazione, poco dopo Bova Marina. Sono circa le 9.30. il posto è arredato in modo molto originale.

L'isola che non c'è (vicino Bova Marina)

L'isola che non c'è (vicino Bova Marina)

L'isola che non c'è (vicino Bova Marina)

L'isola che non c'è (vicino Bova Marina)

Chiediamo al proprietario cosa ci può offrirci per fare colazione. Lui risponde: “Ragazzi qui non vendiamo cornetti surgelati pieni di burro, però vi possiamo fare una bruschetta tipica calabrese, tutto fatto in casa”. Abbiamo fatto bene ad accettare!

Bruschetta tipica calabrese. Praticamente un pranzo per colazione!

Bruschetta tipica calabrese. Praticamente un pranzo per colazione!

Mai scelta fu più azzeccata! Dopo averla mangiata abbiamo tirato fino alle 15 non avendo ancora fame! Non sappiamo bene con che tipo di farina fosse fatta ma vi assicuriamo che era una bomba.

Altra costruzione, questa volta artificiale, non più fatte da foglie di palma!!

L'evoluzione o l'involuzione dei gazebo

La temperatura sale sempre più e il cappello bagnato non riesce a compensare il disagio del caldo. Per fortuna che le maglie di lycra bagnate riescono ad attenuare la calura. Arriviamo a Riaci Capo per pranzo: non vedevamo l’ora di fermarci, finalmente un po’ di ombra. Mangiamo un panino con vista sul suggestivo Capo delle Armi e ripartiamo sotto il picco del sole.

Pausa pranzo a Riaci Capo

Pausa pranzo a Riaci Capo

Silvio scruta un bel veliero

Silvio scruta un bel veliero

Capo delle Armi

Capo delle Armi

Andiamo sempre più a nord, e la situazione caldo diviene insopportabile. Per fortuna verso metà pomeriggio inizia ad alzarsi un po’ di vento, che anche se contrario è ben accetto. E’ il maestrale che con il passare delle ore si intensificherà. Dopo diversi giorni di bonaccia c’era da aspettarselo. Ci avviciniamo sempre più a Reggio Calabria dove l’abusivismo edilizio, che per tutto il viaggio è stato quasi inesistente, invece prospera.

Case addossate al mare

Case addossate al mare

Ormai siamo nello stretto, il vento rinforza e la corrente si inizia a sentire e vedere (con il fenomeno tipico del gorgoglio dell’acqua). Decidiamo di tagliare il golfo ed arrivare per sera più vicino possibile a Reggio Calabria.

La spiaggia scavata dalla corrente vicino Reggio Calabria

La spiaggia scavata dalla corrente vicino Reggio Calabria

Tagliamo il golfetto e ci prefissiamo l’obiettivo di passare l’aeroporto. Ci impegniamo nella pagaiata ma abbiamo tutto contro: vento, mare e corrente. Arriviamo in periferia di Reggio Calabria all’imbrunire, subito dopo l’aeroporto. Rivedere la Sicilia dopo 10 giorni di navigazione è emozionante.

Bivacco a Reggio Calabria (di fronte a noi la Sicilia)

Bivacco a Reggio Calabria (di fronte a noi la Sicilia)

Ci interrogiamo sulla giornata successiva. Se il Maestrale rinforza non se ne parla d’attraversare lo stretto, che già di per sè è un tratto di mare molto trafficato da grosse navi, traghetto, navi da crociera, etc. L’alternativo sarebbe quella di arrivare a Villa San Giovanni e traghettare con i kayak. Andiamo a letto con mille domande, il vento non riposa durante la notte, anzi si diverte a scuotere energicamente le tende.

Buona notte. Domani in un modo o in un altro il viaggio finirà!

Buona notte. Domani in un modo o in un altro il viaggio finirà!

11° giorno - Palizzi Marina - Reggio Calabria

Undicisimo Giorno

Reggio Calabria - Porto Reggio Calabria (5,58 Km - 3,01 NM)

Una delle mattinate più infauste di sempre. Ci svegliamo con un vento molto sostenuto alle prime luci del mattino: cattivo segno! In circa 3 ore percorriamo soltanto circa 5,5 Km. Praticamente si pagaiava per non indietreggiare. Arrivare a Villa San Giovanni in quelle condizioni è un impresa ardua. Conveniamo che non ha senso continuare. Pensiamo che un’alternativa potrebbe essere il porto di Reggio Calabria. Ci informiamo con la capitaneria di porto e ci viene detto che potremmo entrare dentro il porto e da lì poi prendere un traghetto che ci porti in Sicilia. Pensiamo: “Ok, l’ultimo sforzo”. Ci avviciniamo al porto di Reggio Calabria stando molto attenti ai frangenti che ci vengono addosso e alle imbarcazioni in uscita dal porto. In prossimità dell’imboccatura vediamo giungere verso di noi un gommone della guardia costiera. Veniamo redarguiti per il fatto che stiamo entrando dentro il porto. Meno male che avevamo avvisato! Spieghiamo che avevamo precedentemente chiamato e che non possiamo fare altrimenti. Entriamo dentro il porto e notiamo con nostro stupore che non c’è alcun tipo di scivolo. Soltanto delle scalette ripide, scavate nel cemento larghe circa 70 cm. Ed ora? Questo non ci era stato detto! Riusciamo con delle acrobazie circensi a scendere dal kayak e ad issare i kayak fino alla banchina del porto.

Dal porto di Reggio Calabria. Il maestrale imperversa.

Dal porto di Reggio Calabria. Il maestrale imperversa.

Dal porto di Reggio Calabria. Il maestrale imperversa. Saliti sulla banchina del porto, ci dirigiamo alla biglietteria per fare il biglietto del traghetto che ci dovrebbe portare in Sicilia. Dal bigliettaio ci viene detto: “Ma qui non facciamo trasporto passeggeri, soltanto trasporto merci”. Rimaniamo sbigottiti. Ci era stato detto tutt’altro! Non ci resta che farci venire a prendere lì, al porto di Reggio Calabria. Morale della favola, la persona che doveva venire a prenderci in Sicilia ha dovuto traghettare da Messina a Villa San Giovanni, venire fino al porto di Reggio Calabria, e rifare lo stesso percorso al contrario. Ultima giornata da dimenticare, ma il viaggio è fatto anche da questi imprevisti! Alla prossima!

Riepilogo Viaggio

Dati Viaggio

    Distanza ( 246 NM )
  • Spiaggia ( 90% )
  • Scogliera ( 10% )


Foce del Bradano, Castello di Roseto, Torre Spaccata (Amendolara), Trebisacce, Sibari, Foce del Crati, Thurio, Torretta, Punta Alice, Pineta tra Marina di Strongoli e Crotone, Capo Colonna, Area Marina protetta di Capo Rizzuto, Le Castella, Golfo di Squillace, Pietragrande, Santa Caterina dello Ionio, Capo delle Armi

Rossano (Centrale Enel)



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